“Per dieci minuti” di Chiara Gamberale

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Il mio primo libro di Chiara Gamberale, scelto perché da un po’ ero letteralmente bombardata dal suo nome e per l’azzurro meraviglioso, che non vedete ma c’è, della copertina. 

La penna è molto piacevole ed il romanzo fonda sull’idea simpatica di fare ogni giorno qualcosa di nuovo per dieci minuti.
Come tutti i romanzi brevi, mi lascia un che di insoddisfazione, ma è un problema mio, lo so.

Inizialmente pare la storia di una rinascita, a parer mio invece è quasi un romanzo di formazione nonostante la protagonista abbia 36 anni.
Non è mai veramente cresciuta, non si è mai occupata veramente di se stessa, non ha mai fatto cose semplici come mettersi uno smalto colorato o piantare dei semi.
Si è sempre rifiutata di andare all’ikea!!! [ dico io… ]

Questo gioco dei dieci minuti le viene suggerito dall’analista da cui è in cura per superare un momento molto difficile della sua vita.

La maggior parte delle attività con cui ha riempito questi dieci minuti giornalieri mi ha fatto pensare “ma veramente?” , “ma neanche questo? ma per questo motivo? ma svegliati!”. Non ho potuto evitare che, da subito, la trovassi antipatica. Nello specifico una ragazzina viziata e piagnucolona.

Volenti o nolenti, ci immedesimiamo in uno o più personaggi di ogni libro e quando questo non è possibile sale il nervoso. Almeno a me.
Superando la mia irritabilità, con questi dieci minuti di “follia” giornaliera Chiara esce dal suo bozzolo e smette di concentrarsi sulle oggettive difficoltà della sua vita – ha sposato una versione cretina di Peter Pan – e scopre che la vita è talmente bella e varia che vale la pena viverla anche se non si ha un apparente perno attorno a cui farla girare.

La vita È il perno.

Questo messaggio finale mi è piaciuto molto e ho apprezzato anche l’idea attorno alla quale ruota tutto il romanzo. In un’intervista la scrittrice ci racconta come alcune parti siano autobiografiche e come lei stessa abbia fatto il “gioco dei dieci minuti”. Pone particolarmente l’accento sul senso di allegria che questo gioco regali e a questo proposito concludo con una citazione del libro che ho amato particolarmente:

” i giochi sono per persone serie.”

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