“Storie della buonanotte per bambine ribelli” di E. Favilli & F. Cavallo 

E’ stato pubblicato grazie ad una fortunatissima campagna di crowdfounding e presto uscirà “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli 2” come ci anticipa ilLibraio.it.
Partiamo dall’estetica che promuovo a pieni titoli. Copertina rigida, cordino segnalibro e tantissimi colori.

Il libro contiene cento storie di donne straordinarie, presenti e passate, intelligentemente organizzate per ordine alfabetico ed impaginate in modo che la facciata sinistra sia dedicata alla “favola” e la destra al ritratto della protagonista.

Altra nota positiva: i ritratti sono realizzati da 60 artiste provenienti da tutto il mondo con stili profondamente diversi l’una dall’altra. Quest’idea rende “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli” un piacere per gli occhi con un tripudio di colori e tecniche differenti.

Poichè sono storie, ognuna comincia con il rasserenante C’era una volta ed è scritta all’imperfetto.

Nell’intervista che potete scovare su Youtube, le due scrittrici si riferiscono ad una ricerca pubblicata sulla rivista Science dove emerge che dall’età di 6 anni le bambine inizino a pensare di essere meno brave dei compagni maschi. La teoria più accreditata per spiegare questo fenomeno è quella del curriculum nascosto.

Brevemente: le bambine assorbono i messaggi e di conseguenza i valori, che la società direttamente od indirettamente invia loro tramite materiali didattici, cartoni animati e libri per l’infanzia.

Senza stare a riportarvi le percentuali che trovate nell’intervista, la stragrande maggioranza delle protagoniste femminili presenti nei media per bambini non ha una professione o un’ambizione alla professione – al contrario dei protagonisti maschili – .

Partendo dalla considerazione che i bambini utilizzino le storie per costruirsi un’idea del mondo e del loro ruolo all’interno di esso, le due autrici hanno quindi deciso di scrivere un libro che mostrasse esempi reali di coraggio, determinazione ed affermazione di sè.

Fino a qui trovo tutto molto condivisibile, ma veniamo ora ad alcune mie perplessità.

Innanzitutto, due osservazioni sul titolo.

“BambinE”

Dunque questo libro è rivolto solo alle bambine? Come possiamo cercare di sconfiggere la discriminazione sessuale, che oggettivamente esiste, se anche noi ne facciamo uso? Perchè non rivolgere questo bel libro anche ai bambini e quindi a tutti? Sicuramente anche per i maschi sarebbe molto istruttivo e ne farebbe degli uomini più consapevoli.

“Ribelli”

E’ vero, la treccani recita che si mostra impaziente a costrizioni o imposizioni esterne, ma solo come terzo significato. Prima troviamo che si ribella insorgendo armato contro l’autorità e che rifiuta obbedienza, sottomissione.

Insomma, una parola dal significato molto complesso ed in bilico tra il positivo ed il negativo. Mi lascia da pensare che sia utilizzata proprio nel titolo. E’ ovvio che l’intenzione delle scrittrici sia positiva. Un esempio che si trova all’interno del libro è la storia di Manal Al-Sharif che sfidò il divieto religioso che impedisce alle donne di guidare, ma dov’è il confine fra la ribellione per una giusta causa ed il generale disprezzo delle regole e dell’autorità? Queste favole necessiteranno di una figura adulta che colga l’occasione per approfondirne i temi.

Inizialmente ho creduto che la scelta del termine “ribelli” avesse a che fare con la storia di Brenda Chapman, una delle prime donne a lavorare per la Walt Disney. Brenda attribuì alla scarsezza della presenza femminile negli studi la quasi inutilità delle principesse Disney e si impegnò a creare un nuovo tipo di principessa. Molti anni dopo fu una dei registi del film Disney Pixar Ribelle – The Brave.

Il punto è che Ribelle è stato tradotto così in italiano, ma in lingua originale è Brave – corraggiosa. Lasciatemi quindi pensare che “Storie della buonanotte per bambini coraggiosi” sarebbe stato un titolo più equo – ma sicuramente di minor impatto marketing -.

Al di fuori del titolo, un’altra perplessità che ho è l’eccessiva semplificazione e l’omissione di alcuni fatti.

Prendiamo il caso delle quattro sorelle Mirabal che si ribellarono alla dittatura di Raphael Trujillo. Dato che al fondo di ogni storia sono segnate le date di nascita e morte di ogni protagonista, un bambino più attento potrebbe notare che tre delle quattro sorelle condividano la data della morte…

Anche nella storia di Policarpa Salavarrieta, coraggiosa spia colombiana, un occhio calcolatore può notare che le date di nascita e morte siano piuttosto vicine…

In nessuna delle due storie però è esplicitata la sorte delle protagoniste.

Ora, semplificare vite reali e complesse per dei bambini è sicuramente un lavoro molto delicato, ma credo che a volte siano stati eliminati finali scomodi con troppa leggerezza.

Con questo non voglio dire che non vadano insegnati il coraggio e la capacità di correre rischi, anzi! Credo che passare il messaggio che di rischi non ne esistano sia molto deleterio. Il risultato sarebbe una generazione di bambini incoscienti invece che coraggiosi.

Queste le mie uniche perplessità, al di là delle quali però penso che questo libro abbia tanto di buono.

Non sono più una bambina e non sono mai stata particolarmente ribelle, ma ho sempre ammirato le figure carismatiche, femminili e non, voglio quindi riportare qui le frasi che mi hanno colpita e hanno decretato il per questo libro.

“Studiate più che potete. Non è facile, ma è la vostra unica speranza. Balkissa Chaibou, scampata ad un matrimonio combinato per inseguire il sogno di diventare medico.

“Non chiedete quando sarà abolito questo divieto. Uscite e guidate.” Manal Al-Sharif, imprigionata per aver infranto il divieto religioso che vietava alle donne di guidare.

“Ai bambini dobbiamo insegnare ad essere autosufficienti. Se sanno allacciarsi le scarpe e vestirsi da soli, proveranno quella felicità che è data dall’indipendenza.” Maria Montessori, creatrice del metodo Montessori per bambini disabili e non.

“Nessuno nasce intelligente. Si diventa intelligenti attraverso il proprio impegno.” Michelle Obama, avvocato e first lady. – Quest’affermazione non mi trova d’accordo al 100%, ma comunque mi ha colpita. –

Nina Simone, cantante che scrisse diverse canzoni contro il razzismo, decise di seguire il suo talento e non la paura di non farcela perchè discriminata dal colore della sua pelle.

“Nessuno vince in continuazione. Se riesci a ripartire dopo una cocente sconfitta, per poi vincere di nuovo, un giorno sarai un grande campione.” Wilma Rudolph, atleta colpita in tenera età dalla poliomielite, con molte terapie ed impegno riprese la completa funzionalità delle gambe.

“Ho sempre pensato di essere potente, fin da quando ero bambina” Zara Hadid, prima architetta a ricevere la Medaglia d’Oro del Royal Institute of British Architects.

Il messaggio che mi arriva da questo libro è che con tanto impegno e passione le ambizioni sono realizzabili e per dare un ulteriore incentivo al bimbo che legge, alla fine delle cento storie ci sono due pagine in bianco per la sua storia ed il suo ritratto.

In definitiva, lo consiglio.

Per quanto riguarda la colonna sonora… quando sento la parola bambini vado automaticamente a Tuileries dai Quadri da un’esposizione di Musorgskij.

In ultimo un saluto dalla mia candella alla citronella che è ormai la mia migliore amica!

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