La saga dei Cazalet! IV volume “Allontanarsi” di Elizabeth Jane Howard

Sorvolando sulla nostalgia che mi provoca la foto scattata a fine luglio – praticamente una vita fa -, questo è uno di quei pochi libri di cui non ho fatto tempo ad assuefarmi alla copertina perchè divorato. Non ho fatto nemmeno tempo a sguarlcirlo.

Leggendo questo penultimo, penultimo, volume comincio seriamente chiedermi come farò a saga finita. Davvero. Ormai sono amici miei e ho sviluppato una sorta di voyerismo compulsivo per i loro affari.
Il ritmo della scrittura è una delle cose che apprezzo di più. Nulla è mai troppo veloce o troppo lento. Ci sono colpi di scena insieme a lenti sviluppi e tutto è collegato lasciando un senso di armonia.

La trama si snoda dal luglio del 1945 all’estate 1947 quando il popolo inglese cerca di tornare ad una normalità quasi impossibile dati gli strascichi del conflitto e la famiglia Cazalet può finalmente lasciare la convivenza forzata in campagna per riappropriarsi delle singole dimore, da qui il titolo Allontanarsi.

Di nuovo è nelle vicende dei giovani che trovo il maggior interesse. Dico solo che Louise, Angela e soprattutto Claire avranno taaaaanto da raccontare.

Tutto conta, tesoro mio. Anche se niente è tutto.

Continuo nella mia convinzione che Louise sia un personaggio autobiografico e la sua vicenda non fa sicuramente onore al mondo maschile.
La Howard è però tanto giusta da inserire anche personaggi maschili molto positivi e stimabili… ma adesso mi mangio le mani e non aggiungo nulla più.

Ho programmato appositamente questo articolo un po’ prima dell’uscita del quinto volume per potervi dare la possibilità di recuperare i tre precedenti prima della fatidica data.
L’ultimo volume, Tutto cambia uscirà il 18 settembre sempre per la Fazi e già il titolo mi preoccupa un po’. Cosa cambierà? Dove finiranno i miei adorati Cazalet?

Come colonna sonora ho pensato al Larghetto della Serenata per archi Op. 22 di A. Dvořák. Era già qualche giorno che mi scervellavo per trovare la giusta musica e l’illuminazione mi è arrivata quando ho cominciato a studiare questo brano. Racchiude la calma, il sollievo per la fine di qualcosa di terribile, ma non la felicità. La fine della guerra non equivale alla fine dei problemi. Il paese demolito, le famiglie decimate, i razionamenti e i ricordi di tutte le tragedie accadute minano la gioia per la fine del conflitto. Insieme a tutto questo però, nel finale del Larghetto ci sono anche la concezione della vita come un dono prezioso e la voglia di ricominciare a costruire.

Lascio qui il link all’articolo del primo volume, qui il secondo e qui il terzo nel caso vogliate fare un ripassino veloce.

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