“Il mondo deve sapere” di Michela Murgia

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In questo ufficio io sto imparando ad associare alla parola opportunità il senso di fregatura.

Anticipo l’uscita dell’articolo su Il mondo deve sapere perchè in tanti mi avete chiesto notizie su questo libricino. Donc… voilà!

Siamo di fronte alla prima pubblicazione, datata 2006, di Michela Murgia.
In questo breve romanzo, l’autrice traspone il blog che ha tenuto, in anonimato, durante il suo periodo di lavoro come telefonista per l’azienda Kirby.
Perchè è – molto – interessante?
Perchè la vendita del Kirby viene fatta porta a porta quindi, per come la penso io, non rispetta il diritto del consumatore di chiedere un servizio, ma vìola la tranquillità domenistica prima telefonicamente e poi, se le tecniche psicologiche utilizzate dalla telefonista hanno avuto successo, personalmente tramite la dimostrazione gratuita ad opera dello Shark – ribattezzato così dalla Murgia -.

A parte la copertina che trovo bellissima, accattivantissima, coloratissima, …issima, parliamo del titolo. Mi piace perchè lo condivido. Il mondo deve sapere. E’ importante che vengano diffusi i meccanismi su cui si fondano determinate aziende. E’ importante capire i livelli vergognosi di manipolazione che vengono adottati sui dipendenti – rigorosamente a progetto ovviamente -.
Io non ho nulla contro il prodotto in sè – dato il prezzo non mi interessa neppure -, la Kirby potrebbe vendere shampoo, trattori o adesivi per dentiere, è il modo in cui lo fanno che trovo orrendo e solo secondariamente per i fruitori.
Grazie alla testimonianza della Murgia scopriamo come le principali vittime siano i dipendenti.

Che tipo di violenza emotiva, che pressione psicologica bisogna fare su un uomo di trent’anni per farlo arrivare a vomitare in strada piangendo?

Le telefoniste invece – che, al contrario dei venditori, sono quasi tutte donne -, vengono manipolate ed all’occorrenza umiliate, utilizzando le informazioni personali – figli, istruzione, sogni, problemi economici – che hanno ingenuamente fornito.

Erano tutte pentite, al termine della Norimberga settimanale che le vedeva accusate di crimini contro la kirbità.

L’autrice ci mette persino in guardia dal credere, dopo aver letto il libro, di poter tenere testa ad una telefonista. Vincerà lei. L’unica regola che si può mettere in pratica – oltre al chiudere il telefono senza ombra di sensi di colpa – è chi domanda comanda.
Ad ogni domanda della telefonista rispondete con un’altra domanda …e buona fortuna.

In altre parole in Kirby impari a prendere per il culo te stesso per poter meglio perculare il prossimo.

Uno degli aspetti migliori di questo libricino è che la Murgia smembra tutti gli orrendi meccanismi psicologici che regnano alla Kirby.

Le scienze umane della psicologia sociale in mano a questa gente diventano armi di distruzione di massa.

La competizione è portata all’esasperazione, ma sono soprattutto l’umiliazione e la trasposizione da fallimento sul lavoro a fallimento come persona che mi schifano profondamente.

C’è il doppio messaggio: gratificandone uno, azzeri mentalmente tutti gli altri.

Per fortuna l’autrice racconta anche episodi di solidarietà fra le varie telefoniste che però, se scoperta viene usata sempre in favore della competizione.
Le tipologie dei clienti vengono sviscerate e catalogate per poter essere bombardate dalla strategia migliore – c’è del genio, quasi criminale, ma sempre genio -.

Di casalinghe ce ne sono due tipi. […] Le prime sono quelle che si occupano della casa perchè qualcuno deve pur farlo […], ma non si identificano con quello che fanno. […] La chiameremo convenzionalmente: Maria. […]
Le seconde […] sono le “casalinghe dentro”, quelle che per qualche mistero emotivo hanno contratto un matrimonio indissolubile con la propria casa. […] La chiameremo convenzionalmente con un titolo relazionale: la Moglie di Mario.

Insomma, questo libricino è molto divertente, cinico ed istruttivo. A volerla dire proprio tutta però, un poco ridondante, non tanto nei temi quanto nell’ironia. E’ arguta e anche spassosa, ma come tutte le cose, dopo un po’ stroppia.
Se volete davvero scoprire la Murgia come scrittrice dovete leggere Accabadora. Ne ho parlato qui e l’ho nominato libro del mese, tanto per darvi una dritta su quanto l’abbia adorato!

Rido mentre scrivo, ma, seriamente, su youtube ci sono ̶t̶r̶o̶p̶p̶ tanti video con ORE di rumore bianco prodotto da aspirapolveri. Bene. Ve ne lascio qui uno breve di SETTE ORE E MEZZA di un coso che dovrebbe essere il Kirby, ma ha talmente tante sigle e nomi che …boh. Ho letto nei commenti che una mamma lo utilizza per addormentare il bimbo di tre mesi. Ci sono rimasta talmente di sasso che ho fatto delle ricerche e pare che il rumore bianco abbia davvero un effetto calmante sui neonati. Oh, magari è una cosa che sapete già e utilizzate tutti per rilassarvi, io ero ferma ai video con l’acqua che scorre, le campane tibetane e gli uccellini. Ho provato a rilassarmi con questo video, ho resistito circa 15 secondi quindi direi anche no.

Ho aperto la porta del piano terra e mi ha assalito, dal secondo piano, un suono asssimilabile a un martello pneumatico dentro una scatola di latta.
Deh, oggi non si telefona ho pensato.
Perchè con i muratori di fianco chi mai mi sentirà?
Non erano i muratori.
Era il Kirby.
Il mostro fa un rumore della madonna.

[…] non chiamatelo mai rumore davanti alla signora: dite sempre che noi preferiamo chiamarlo *il suono del pulito*!”

Vi lascio anche una lettura fatta proprio dalla Murgia che, fidatevi, vi farà ridere parecchio.

Da questo film è stato liberamente tratto il film di Virzì Tutta la vita davanti di cui vi parlerò martedì.

Come sempre vi ricordo che sono affiliata ad Amazon e, nel caso voleste acquistare il libro, potete seguire questo link. Voi non avrete alcuna maggiorazione, mentre io riceverò una piccola commissione che utilizzerò per acquisti inerenti al blog.

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