La saga dei Cazalet! V volume “Tutto cambia” di Elizabeth Jane Howard

Libro del mese di #dicembre !

Ho voluto concludere l’anno insieme ai Cazalet dopo aver procrastinato per mesi il momento di salutarli.
Avendovi già parlato di questa saga ben oltre lo sfinimento, ho pensato di descrivere il caleidoscopio di emozioni che mi ha suscitato.
Questo ultimo episodio infatti, con la sua storia così “normale”,  mi ha molto emozionata, forse più di tutti i volumi precedenti. Ho versato lacrime e ammirato la scelta della Howard di non indorare la pillola o scadere in qualche finale telefonato pagine prima. Il romanzo svanisce come a rallentatore, senza colpi di scena. In fondo, la sua conclusione non differisce in alcun modo particolare rispetto agli altri tomi… tanto che… la parola fine potrebbe tranquillamente essere spostata oltre un sesto, settimo… ottavo volume – no Fazi editore? Non nascondi per caso qualche sequel di cui ancora non ci hai parlato? –

*speranza*

Ragionandoci, ha tutto molto senso. La Howard racconta il ciclo della vita ed essa – per fortuna – non ha fine, ma solo evoluzione quindi nessuna americanata, niente effetti speciali e finali tragici o caramellosi. L’ultima pagina, semplicemente, arriva.
Storicamente invece assistiamo alla fine della borghesia dettata dal secondo dopoguerra e dal riassestamento della classe media.
Vi garantisco che non vengo pagata sottobanco dalla Fazi per parlarvi tanto bene di questa saga, ma penso che sarebbe davvero un peccato perdersi la gioia dell’avventura che Elizabeth Jane Howard ci regala senza la pretesa di scrivere nulla più di una storia meravigliosa che parla di amore, amicizia, maternità, politica, economia, rapporti famigliari e molto altro ancora.
In più stavo già fantasticando su una trasposizione in serie tv per Netflix quanto ho letto nella seconda di copertina che i produttori di Downton Abbey hanno già comprato i diritti e la serie è in fase di lavorazione.
Felicità a livelli epici proprio!!!!!

Da animale abitudinario quale sono, terminato Tutto cambia ho provato il desiderio di riprendere in mano Gli anni della leggerezza e ricominciare da capo questa storia per provare la rassicurante sensazione di avere ancora tempo. Tempo per veder crescere le protagoniste, tempo per stare con i personaggi che ci hanno lasciato, tempo per crogiolarsi nella rassicurante certezza del futuro.
La luce cambia durante la storia. Non vorrei dire solo grazie all’influenza delle copertine, ma mentre i primi libri per me sono giallo ocra, come mi immagino i pigri tramonti estivi di Londra nel 1939 mentre la famiglia si prepara ad andare ad Home Place e il giardino della Duchessa pieno di colori caldi, verso la fine il cambiamento assume i colori freddi del blu e del verde bottiglia.
So’ fatta strana, lo so, ma storie così lunghe mi fanno allargare le braccia.
Passo a spiegare: immagino di abbracciare tutta la storia, gli anni, le vicende ed i loro protagonisti in un ideale presente, senza accettare che certe cose scivolino via nel passato e senza voler rinunciare alle gioie del futuro.

Il libro termina nel 1958 e mi è difficile immaginare gli scenari e soprattutto la tecnologia di quel tempo. Nonostante la Howard specifichi sempre le date in cui si svolge la vicenda, il mio cervello rimane negli anni Quaranta, con quella moda e quella tecnologia. E’ anche perché gli anni Sessanta non mi hanno mai ispirata molto, anzi. Ho letto molti romanzi ambientanti nella prima metà del XX secolo anche solo per la loro ambientazione quindi ho fatto finta di non leggere parole come jeans .

La fine del quinto libro è un commiato al passato per i protagonisti ed un commiato dagli stessi da parte dei lettori. E’ tutto graduale e sereno come può esserlo una senilità cheta ed è per questo che non vi lascerò una musica abbinata.
Immagino la fine della saga come un lungo rallentare, la coda di un poema sinfonico che, dopo essersi snodato fra mille atmosfere differenti, finisce in un lento diminuendo al pianissimo di cui al termine restano solo il silenzio, gli archetti sollevati dell’orchestra ed il pubblico immobile.

 

a Ginevra

 

 

 

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Lascio qui i link all’articolo del primo volume, secondo, terzo e quarto nel caso vogliate fare un ripassino veloce.

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