“Dicono che domani ci sarà la guerra” di F. Arba

Dicono che domani ci sarà la guerra. Franco Arba

In trincea non conobbi mai la bellezza della guerra: la incontrai solo al ritorno, con una ragazza ad aspettarmi, con amici sinceri intorno e una casa per il futuro.

Libro di #marzo !

Prosegue il mese del Book Blogger Blabbering dedicato alla casa editrice LiberAria e questa volta vi parlo del romanzo di Franco Arba.

Non amo dilungarmi sulla trama perchè potete facilmente trovarla in rete, ma vi introduco l’ambientazione.
La storia inizia il giorno dopo l’arresto di Mussolini. Un giovane ventenne pretende di sapere la verità taciuta sul padre biologico.
Madre e zio gli consegnano il diario autografo ed inizia la storia di Enrico, un ragazzo sardo di povere radici, che parte per la Grande Guerra. Tramite i suoi occhi, che restano per poco ingenui ed ignoranti, assistiamo all’impresa di Fiume, al primo dopoguerra e all’arrivo del fascismo. La storia si dipana tra il fronte di Trieste e Trento e la Sardegna dove Enrico torna con il semplice desiderio di costruire un futuro per sè e la famiglia.
La prima parola che mi viene in mente per commentare è: disgusto.
Ben inteso non per il libro che mi è molto piaciuto.
Disgusto presso i motivi che spingono gli stati a innescare guerre.
Disgusto per i paroloni altisonanti di gloria, onore e ricchezza che vengono riversate sulla popolazione per convincerla a farsi massacrare e ad essere anche riconoscente.
Disgusto per le vite immobili di chi è in guerra.
Disgusto per i deboli, i vigliacchi e gli oppressi che salgono sul carro del potente per potersi crogiolare nel piacere di schiacciare chi non vende la popria dignità.
Infine terrore.
Terrore per le dittature e gli assolutismi.
Terrore perchè nessuna logica e nessuna coscienza ha più valore.
Terrore perchè non si può ragionare con le dittature.
Terrore per l’imprevedibilità di un’ideologia sbagliata dalle radici.
Terrore perchè temo che l’uomo non impari dai suoi errori.

A Roma c’era un colore dominante: il nero. Solo chi lo indossava sembrava essere in festa e in allegria. Gli altri, coloro che avrebbero preferito diverse tonalità di abito, di pensiero, un futuro meno oscuro, non riuscivano a scrollarsi di dosso quella triste apatia dell’attesa, confidando in un’azione risolutrice da parte del Re.
– buono quello, aggiungo io ( Sissi )! –

Sapete che ho un debole per i romanzi ambientati nella Prima e Seconda Guerra Mondiale, ma è grazie a questa meraviglia che ho finalmente capito perchè mi attraggano tanto.
Si legge – o si va al cinema o a teatro – per allargare gli orizzonti, sognare e fugare le paure. Io sono terrorizzata dalla guerra e ancor di più dalle dittature. L’angoscia peggiore che provo è data dal sentire la libertà diventare un cerchio che mi si stringe incessantemente intorno fino a scomparire, lasciando solo la paralizzante paura di morire. Cerco queste storie per conoscere e guardare indirettamente il pericolo – lo so, è un perfetto ossimoro-.
Ho accelerato respirazione e battiti per i continui sviluppi della trama.
Ho pianto per questo libro che mi ha profondamente commossa.
Ho pianto per le vite rovinate, gli amori persi, gli odi degenerati, la violenza e la bestialità dell’uomo alimentata per nulla che valesse la pena.
Perchè la guerra non è mai servita a niente se non a spezzare vite.

In guerra ho imparato che un uomo deve sempre lottare per costruire la propria felicità e difendere la propria libertà. Tu hai pensato che la mia fosse solo e sempre lotta politica. Era anche quello, ma era soprattutto il desiderio di realizzare un futuro migliore.

Farei leggere questo libro ai ragazzi dell’età di Enrico, di qualsiasi generazione essi siano, perchè possano aprire gli occhi sull’inutilità della violenza, degli slogan e del fanatismo politico che è ben lontano dallo scomparire dalla nostro presente e che anzi, aumenta.

La chiesa mi impone di ubbidire e io mi adeguo, ma non penso che leggere quei testi possa scaraventarmi tra le fiamme della Genna. […] i libri sviluppano l’intelligenza. E l’intelligenza è quel dono che il buon Dio ci ha dato per distinguerci dagli animali.

Ho un’unica critica da fare a questo bel romanzo: la mancata traduzione delle tantissime frasi in dialetto. Purtroppo, da mezza piemontese e mezza veneta quale sono, mi è stato impossibile capirne il significato. Anche se ciò non ha intaccato la comprensione del romanzo, perchè il senso generale poteva facilmente intuirsi, sono sicura di essermi persa delle sfumature anche comiche e me ne dispiaccio.
La copertina, beh, ha catturato subito il mio occhio e l’ho trovata sempre più evocativa man mano che progredivo nella lettura. Ho interpretata la donna in verde sia come la Patria in generale che come la Sardegna in particolare. Mi sono chiesta a lungo se stia sorridendo mentre dorme o se invece cerchi di proteggersi il capo dalle guerre che accadono su di lei. Forse l’equivoco è voluto o forse cerco significati che non ci sono, però ho letto recentemente – ma nonostante questo non ricordo dove – che i grandi libri rivelino più di quanto lo scrittore stesso abbia avuto intenzione di esprimere e che aumentino il loro valore arricchendosi dei significati aggiunti da ogni lettore. Sono pienamente d’accordo e credo che valga per ogni forma d’espressione umana!
Quindi, quale che sia la risposta, ringrazio infinitamente LiberAria sia per aver pubblicato libri tanto interessanti e pieni di spunti di riflessione che per avermi permesso di leggerli aderendo con entusiamo al progetto del #BBB.

La colonna sonora per me non può essere altra che la canzone Il Piave mormorava che adoro da quando sono bambina e che mi risveglia più orgoglio patriottico del nostro inno – senza che ci sia un motivo preciso -. Non resisto e vi lascio anche la scena tratta dal film Don Camillo e l’Onorevole Peppone che ogni volta prima mi fa ridere e poi mi commuove.

Come sempre vi ricordo che sono affiliata ad Amazon e, nel caso voleste acquistare il libro, potete seguire questo link. Voi non avrete alcuna maggiorazione, mentre io riceverò una piccola commissione. Potete eventualmente anche offrirmi un simbolico caffè attraverso ko-fi. Inutile dire che ogni provente da questi due siti verrà utilizzato per acquisti inerenti al blog.

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