“All’ombra di Julius” di Elizabeth J. Howard

All'ombra di Julius - Elizabeth Jane Howard

Nessuno nasce con la coscienza pulita. Almeno per come la vedo io. Dobbiamo accettare il mondo così com’è, nella sua imperfezione.

Oggi esce in libreria un altro romanzo di Elizabeth Jane Howard – la mamma dei Cazalet per dire un’ovvietà – e Fazi Editore mi ha gentilmente offerto di leggerlo in anteprima.
*chiamiamola Gioia*

Siamo nel Sussex. L’ambientazione fa pensare a quei film/romanzi tutti improntati su dialoghi e problematiche nascoste all’interno di una famiglia. L’intera trama si snoda nell’arco di un finesettimana all’interno di una casa nella campagna – un bel cambiamento rispetto ai quasi quarant’anni dei Cazalet -. Nell’arco di tre giorni la Howard ci insinua profondamente nelle vite di ognuno dei numerosi personaggi. Nella prima parte del libro infatti, la sua abilità di ritrattista psicologica richiede come sempre al lettore un po’ di pazienza per poter presentare il quadro completo di ogni personaggio sotto il profilo morale e psicologico.
Da qui in poi è un divorare continuo.

L’anno d’azione è il 1960 e si percepisce chiaramente dalla scrittura. Se nei Cazalet la lingua e il modo di raccontare ad esempio gli amplessi è molto evocativo della nobità e dell’alta società londinese, All’ombra di Julius è scritto in modo più diretto e simile ai giorni nostri. Non sto parlando di un cambio di stile, ma di una variazione di registro atta ad evocare un’epoca. La penna della Howard si riconosce e molto, per fortuna!

Il titolo è fortemente esplicativo. Julius, morto venti anni prima dell’inizio del romanzo, condiziona la vita sentimentale delle tre donne della sua vita: la moglie Esme e le due figlie, Cressida ed Emma.

Cressy sentiva che l’unico obiettivo da perseguire e poi mantenere con tenacia era l’amore; poi però le era stato d’intralcio il fatto di non avere le idee chiare su cosa fosse l’amore, e così si era ostinata a vederlo un po’ dappertutto, tanto per non sbagliare, o per sbagliare a colpo sicuro.

Non faccio spoiler e chi mi legge lo sa, vi dico solo che questo Julius, morto durante un atto d’eroismo, mi sta profondamente antipatico.

Un gesto nobile: ma come capita spesso coi gesti nobili, bisognava stare a una certa distanza per poterlo apprezzare.

Da qui sembra che anche la Howard la pensi come me. Sono però convinta che ci sia una parte ipocrita nel mio astio. Julius sembra un uomo perfetto, magari non un marito esemplare, ma un padre amorevole, un professionista accreditato ed infine un eroe di guerra – per di più defunto e quindi adornato di santità -. Nel migliore dei casi tanta perfezione annoia, nel peggiore innervosisce. Non mi fa onore, me ne rendo conto, eppure è ciò che mi ha ispirato questo personaggio che incombe come una nuvola – benevola o meno – sull’intero romanzo.
Attorno a lui ed alle tre donne gravitano almeno altri sei personaggi, due dei quali tutt’altro che marginali. Felix, ex amante di Esme che ricompare dopo vent’anni- non vale come spoiler perchè è scritto nella scheda del libro – e Dan, un complicato miscuglio di borghesia invidiosa e poetica sensibilità – anche lui proprio simpatico non mi sta-.
Vi lascio i pensieri che spiegano questo suo dualismo:

La vita era così piena di ostacoli che era impossibile viverla. Ogni singola cosa andava pensata con largo anticipo, le sorprese erano fuori questione e quando riuscivi a fare quello che volevi avevi già smesso di volerlo da un pezzo.
***
Era stato allora che aveva cominciato a scrivere poesie: non parlavano di lei, ma delle cose che avrebbe voluto mostrarle: piccole meraviglie, gioie della vita di tutti i giorni che lei non aveva mai conosciuto.

In questo finesettimana vengono alla luce episodi imbarazzanti, antichi dolori e nuovi sentimenti. Ogni personaggio compie una sua evoluzione – in direzioni diverse -.

Una volta che sai chi sei, si tratta solo di dimostrarsi all’altezza.

Solo saltuariamente ho pensato che qualche dialogo fosse tanto intimo da apparire quasi forzato per due semi sconosciuti, ma è un ben minuscolo appunto rispetto alla piacevolezza dell’intero romanzo.

Aiutare, il più delle volte, significa interferire.

Mi piacerebbe trattare più approfonditamente la psiche di ogni personaggio – sopratutto di quelli che mi sono antipatici [Sì Dan, parlo con te] -, ma sarebbe impossibile senza fare gravi spoiler quindi dovete fidarvi che ci sia molto da scoprire su ognuno!

La cosa interessante è che questo romanzo sia stato scritto nel 1965, prima cioè della saga dei Cazalet. Io tendo a voler collegare tutto, ma mi pare quasi una prova, l’esperimento di un romanzo familiare in vista di una saga.
Direi che chi si sente intimorito dalla mole di cinque romanzi dei Cazalet può tranquillamente leggere All’ombra di Julius ed iniziare ad innamorarsi di Elizabeth Jane Howard in comode 450 pagine!

Riguardo alla colonna sonora passatemi una licenza: da quando ho letto che Julius sente i combattimenti sulla riva dalla sua casa penso a questa scena con relativa musica. E se nel romanzo non c’è altrettanta leggerezza, per lo meno paese, momento storico ed inni sono corretti!!! Vi lascio anche la scheda libro “ufficiale” !

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