“Max” di Sara Cohen-Scali

Max di Sara Cohen-Scali Ippocampo edizioni

E’ luglio, fa caldo ed il cervello rallenta, ma per un libro così io imporrei uno straordinario alle sinapsi.

Come ragionereste se foste stati programmati per essere dei perfetti nazisti fin dalla vostra procreazione?
Se foste, insomma, la punta di diamante del progetto Lebensborn ideato da Heinrich Himmler?

Max è molto intelligente. Talmente intelligente che comincia a raccontare quando, ancora feto, si preoccupa che i rapporti e le dimensioni del suo fisico siano conformi ai parametri nazisti – timore facilmente comprensibile visto che la pena è l’eliminazione –.
Nascendo e crescendo non ha alcuna possibilità di entrare in contatto con qualcosa di diverso dell’onnipotenza germanica e plasma di conseguenza la sua mente.
La propaganda nazista comincia a vacillare con il proseguire della guerra e per quanto quasi perfetta, la macchina educativa inizia a presentare lacune riguardo la visione razzista.

Se vogliamo, è davvero esagerato pensare che un feto, poi neonato e fanciullo, parli e soprattutto in un modo tanto forbito. E’ l’unico aspetto che mi infastidisce, ma mi rendo conto che l’espediente narrativo e la prima persona siano imprescindibili quindi lo accetto.

Puntavo da più di un anno la lettura di questo romanzo.
Mi pareva geniale dalla sinossi e non sono stata delusa. Ci sono ovviamente molti altri aspetti della trama che vi taccio, ma ciò che lo rende forse unico è la prospettiva da cui è scritto.
L’orrore della Seconda Guerra Mondiale è così lungo da permettere a dei bambini di nascere e crescere nel delirio nazista. Fino a che punto sono indottrinati? Attraverso gli occhi di Max assistiamo all’evolversi del conflitto dal suo interno e nella sua prospettiva più candida.
Max crede in Hitler, nella superiorità ariana e in un sacco di altre stupidaggini perchè la sua coscienza è pilotata con maniacale precisione.
Dà anche fastidio ritrovarsi ad ammirare l’organizzazione di una pazzia in cui però nulla, assolutamente nulla, viene lasciato al caso.
Il Lebensborn è una delle trovate geniali di Himmler per garantire l’aumento e l’espansione della razza ariana – e garantire un ricambio generazionale alle perdite umane causate dal conflitto, ma questo viene taciuto -. Donne e uomini accuratamente selezionati per albero genealogico e caratteristiche fisiche sono fatti accoppiare, la prole generata ulteriormente selezionata, fatta adottare da perfette famiglie naziste e successivamente educata in rigidissimi collegi germanici.
Geniale.
A suo modo.

Non fossero realmente accadute mi sarei spanciata dal ridere a leggere tutte queste idiozie, in ogni caso, libro promosso a pieni voti e consigliatissimo!

Poi sicuramente sono la milionesima a porsi questa domanda: ma nessuno ha mai fatto notare a Hitler e Himmler che loro per primi non corrispondevano ai canoni fisici nazisti? Non me ne capacito. Sicuramente avevano una pronta risposta e io non la so! Aiutatemi!

Come colonna ho scelto l’Imperial March di Darth Vader che mi pare avere il giusto livello di cattiveria ed inesorabilità.

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