“Ragione e sentimento” di Jane Austen

Ragione e sentimento di Jane Austen

Aspiro, come chiunque altro, a essere felice; e come chiunque altro voglio esserlo a modo mio. La grandezza non mi può dare la felicità.

Che meraviglia.
Jane Austen fa parte di quella cerchia di scrittori che ti ammiccano dalla libreria come vecchi amici. Non hanno fretta di essere letti e non ti deluderanno perchè sai esattamente cosa succederà quando deciderai di passare delle ore il loro compagnia.

Nel caso specifico, i libri della Austen sono delle soap opera di extra lusso ambientate nella sempre meravigliosa Inghilterra.
Io lo amo? Ma se lui non mi amasse? E chi è quell’altra a cui ha raccolto il fazzoletto? La odio. Oh no, è la sorella. Allora diventerà la mia migliore amica.
Quante stanze ha la sua casa in campagna?
…e via discorrendo.

Magari la trama non affronta proprio i massimi sistemi, ma l’ottima scrittrice è in grado di nobilitarla ad opera d’arte con la sua penna che non lascia alcuna parola al caso e nessun personaggio scampato allo svisceramento della sua psiche. C’è chi ne esce pulito, nobilitato e stimato, ma il divertimento comincia con stilettate come questa.

C’era una sorta di freddo egoismo, sia nell’una che nell’altra, che le attirava reciprocamente, cosicchè simpatizzarono a vicenda, assumendo un comportamneto insulsamente convenzionale e mostrando una generale mancanza d’intelligenza.

Adoro gli insulti in lingua colta. Personaggi condannati in questo modo non otterranno mai il perdono divino – cioè della Austen – e serviranno ad alleggerire la trama dalle sofferenze amorose.
Anche la critica alla società del tempo ed alle debolezze umane è definita senza alcun fronzolo e senza possibilità di replica.

[…] fintanto che l’immaginazione poterà la gente a formarsi opinioni errate sulla nostra condotta e a giudicarla da apparenze superficiali, la nostra felicità sarà sempre, per così dire, nelle mani del caso.

Questo è il suo primo romanzo e il titolo, Ragione e sentimento si riferisce a due sorelle che, nonostante seguano scuole di pensiero diametralmente opposte, sono legate da un grande affetto. Inizialmente il titolo diceva essere composto dai nomi di battesimo delle due sorelle – Elinor e Marianne – . Molto astuto cambiarlo e dare così già un’idea del tema centrale!

I loro sistemi erano diversi, come i loro obiettivi, e si adattavano in egual modo a ciascuna.

L’intero romanzo ruota intorno alle loro pene d’amore ed al diverso approccio che ciascuna utilizza.
L’happy ending è comunque garantito? Non sarò io a dirvelo. Nono.

[…] una sofferenza come la mia non ha orgoglio. […] quelli che non sanno cosa sia soffrire possono essere orgogliosi e indipendenti, possono resistere agli oltraggi, o ricambiare le mortificazioni.

Ecco. Chissà come andrà a finire!!!

Per correttezza devo dire che ho conosciuto la figura di Jane Austen al liceo con Orgoglio e pregiudizio. Può darsi che fossi troppo giovane – nel senso non lusinghiero degli adolescenti – o che l’ostacolo del mio inglese zoppicante sia stato più alto di quanto pensassi o, ancora, che la riduzione letta in classe abbia invalidato totalmente tutti i pregi letterari di questa scrittrice e declassando davvero il romanzo a soap opera. Può anche darsi che io abbia chiacchierato tutto il tempo perchè ammetto le mie colpe. COMUNQUE non mi è piaciuto, per nulla. Meno male che già qualche anno fa ho letto Mansfield Park perchè da allora abbiamo fatto pace. Mi spiace solo aver visto i film di Orgoglio e pregiudizio e quindi essermi persa il piacere di riscoprirlo. Vedremo se più avanti mi tornerà la voglia!

Poi, sempre sbandierando la mia ignoranza, ero convinta fosse una scrittrice dell’Ottocento e sì, non ci vado lontanissima perchè è morta nel 1817, ma è nata nel 1775 – millesettecentosettantacinque – !!! C’erano in giro Mozart al massimo dello splendore e parrucche bianche piene di boccoli e pidocchi. Come caspita è possibile che una donna potesse pubblicare dei libri?!?
Risposta: in effetti dei problemi a pubblicare ce ne furono nonostante il primo a cercare di superarli fosse proprio il padre della scrittrice, George Austen. Tuttavia, una volta superati e purtroppo prematuramente scomparsa, Jane Austen venne ricordata in una biografia del 1869, redatta da un nipote, come una nubile esemplare, presa dalla vita domestica e solo incidentalmente dedita alla letteratura.

  • 6 romanzi
  • 3 racconti
  • 3 raccolte di romanzi, poesie e parodie della letteratura gotica dell’epoca

Come dire… sembra essserci incidentata piuttosto spesso.

Ho tra l’altro appena scoperto dell’esistenza di un film tratto dal libro con Emma Thompson che ci ha pure strappato un oscar, Kate Winslet, Hugh Grant e Alan Rickman. Non so neanche perchè sono ancora qui a scrivere.

Come sempre vi ricordo che sono affiliata ad Amazon e, nel caso voleste acquistare il libro, potete seguire questo link. Voi non avrete alcuna maggiorazione, mentre io riceverò una piccola commissione. Potete eventualmente anche offrirmi un simbolico caffè attraverso ko-fi. Inutile dire che ogni provente da questi due siti verrà utilizzato per acquisti inerenti al blog.

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