“Stoner” di John Williams

Stoner John William Fazi Editore

Deve ricordare chi è e chi ha deciso di essere, e il significato di quello che sta facendo. Ci sono guerre, sconfitte e vittorie della razza umana che non sono di natura militare e non vengono registrate negli annali della storia.

Finalmente anche io ho letto Stoner !

Ne avrete già sentito parlare più o meno da chiunque come caso editoriale o successo postumo di un autore che non conobbe la giusta fama in vita.
La sua particolare figura ha persino ispirato libri come La saggezza di Stoner .
Esce nel 1965 e non desta particolare scalpore. Nel 2006 viene ripubblicato e grazie al passaparola – complici i social network – inizia ad acquistare finalmente il successo che merita. Io credo che nel 1965 i tempi non fossero ancora maturi e che il nostro secolo, con la sua velocità e modernità, crei le condizioni per apprezzare il sapore vintage di cui Stoner è intriso.
Per farvi capire cosa intendo, durante tutta la lettura io mi sono immaginata un sole cocente dalla fortissima luce gialla e un’aura di calura proveniente da ogni superficie.

Il sentimento con cui l’ho concluso è stato un misto di commozione, affetto e pace.
Williams racconta quella che potrebbe essere la storia della nostra vita.
Stoner siamo noi, persone comuni, oneste e provviste di etica morale, per questo gli vogliamo bene, tifiamo e soffriamo per lui.
Lo ammiriamo perchè è capace di calarsi nelle personalità altrui, specialmente quelle abbiette, comprenderle e perdonarle nonostante gli facciano del male.

Sentiva che finalmente cominciava ad essere un insegnante, ovvero un uomo che semplicemente dice quel che sa, traendo dalla sua professione una dignità che ha poco a che fare con la follia, o la debolezza, o l’inadeguatezza dei suoi comportamenti privati.

Dissento con chi afferma che in questo libro non vi sia una trama molto ricca, non ho mai avuto questa percezione di fissità. Nonostante manchino eventi eclatanti, la vita di Stoner per me è risultata interessante come quella di un eroe. Vivere ed in più farlo seguendo ammirevoli principi morali non è forse abbastanza complicato?
Nessuno di noi, ed in parte neanche lui, riesce a farlo sempre.
La sua battaglia non ha meno dignità di quella di un Aragorn o di un Theo Decker.

Una guerra non solo uccide qualche migliaio o qualche centinaio di migliaio di giovani. Uccide anche qualcosa dentro le persone , qualcosa che non si può più recuperare.

Stoner è la risposta alla cultura della competizione – tra l’altro prettamente americana – e dell’apparenza. La sua saggezza è vivere senza ingaggiare inutili lotte. Solo in un caso punta i piedi per difendere i suoi principi morali. E fa parte della rappresentazione della verità il fatto che, oltre alla soddisfazione di non cedere, non ne tragga nulla di buono.

Arrivato a quarantadue anni, William Stoner non vedeva nulla di emozionante nel suo futuro. Del suo passato, poco gli interessava ricordare.

Questo libro per me contiene sia il personaggio in cui mi sono più identificata – Stoner – sia il più odiato – Edith -. Alzi la mano chi non vorrebbe prenderla fortissimo a schiaffi.
Non che le si possa imputare tutta la colpa, come del resto non fa quel santo di suo marito.

La sua educazione era fondata sul presupposto che qualcuno l’avrebbe sempre protetta dalle gradi difficoltà della vita e che in cambio di tale protezione il suo unico dovere sarebbe stato quello di comportarsi come una grazioso e raffinato accessorio.

Stoner avrebbe potuto comportarsi meglio in certe situazioni? Avrebbe potuto fare di più? Non lo so, forse sì, forse invece è rimasto intrappolato in qualcosa di più grande della felicità sua e di chi lo attornia.
Ho letto la seconda metà del libro in un’unica tranche facendo le ore piccole. Semplicemente non potevo lasciarlo andare e insieme intuivo quella che sarebbe stata la fine e sapevo che non l’avrei gradita.

Adesso per favore rullo di tamburi per la citazione che dovrebbe essere scritta a caratteri cubitali ovunque. Dal fruttivendolo al palazzo di giustizia e forse soprattutto nei luoghi dove il bigottismo regna ancora sovrano. Pronti?

E’ facile considerarsi per bene, quando non si ha alcun motivo per non esserlo.

Applausi a scena aperta.
Insomma, è davvero difficile rendere giustizia ad un libro tanto completo. Ci ho provato con entusiasmo e spero vi sia arrivato.

Come sempre vi ricordo che sono affiliata ad Amazon e, nel caso voleste acquistare il libro, potete seguire questo link. Voi non avrete alcuna maggiorazione, mentre io riceverò una piccola commissione. Potete eventualmente anche offrirmi un simbolico caffè attraverso ko-fi. Inutile dire che ogni provente da questi due siti verrà utilizzato per acquisti inerenti al blog.

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