“Resto qui” di Marco Balzano

resto qui marco balzano einaudi editore

[…] dopo la guerra, insieme ai morti, bisogna seppellire tutto quello che si è visto e che si è fatto, scappare a gambe levate prima di diventare noi stessi macerie. Prima che gli spettri diventino l’ultima battaglia.

Marco Balzano scrive uno splendido libro, ma riporta anche alla luce una parte della storia del nostro paese ignorata e bistrattata.
Resto qui è ambientato a Curon, un piccolo paese montano della Val Venosta, quasi al confine austriaco.
Di madrelingua tedesca, dopo la Prima Guerra Mondiale diventa italiano e subisce la repressione totale della cultura e della lingua tedesche voluta dal fascismo. Il Duce, inoltre, riprende il vecchio progetto riguardante la costruzione di una diga che minaccia i paesi di Resia e Curon.
Per questi motivi l’invasione nazista di Hitler viene inizialmente salutata dai paesani come una liberazione ed un ritorno alle origini.
E’ in questo scenario che vive la protagonista Trina, maestra elementare a Curon.

L’intero libro è scritto in prima persona, i capitoli sono brevi e la tensione narrativa costante.
Balzano miscela sapientemente i personaggi fittizi – e reali come il parroco Rieper – con i fatti storicamente accaduti. Privo di sentimentalismi, tutto il libro prende una tale forza narrativa che mi è difficile guardare il campanile e ricordare che la storia di Trina sia finzione.

E’ difficile scrivere questo articolo perchè il libro mi ha toccata profondamente e mi pesa ancor di più parlarne perchè fonda su una tragedia realmente accaduta.
Definisco tragedia la costruzione di una diga perchè quando la gente dei paesi di Curon e Resia si alza in difesa delle proprie case, gli interessi economici la schiacciano.

Se cercate su Goggle trovate immagini del lago di Resia con barche a vela e bagnanti stesi al sole. Questo è esattamente l’aspetto che ha ispirato Balzano: il fatto che le rive di un lago che simboleggiano sopruso, tragedia e dolore ora siano un luogo turistico. E’ un esempio della crudeltà della storia.

Fremevo dalla voglia di leggere questo romanzo, ma ho aspettato fino a che sono stata a Bolzano per lavoro. Non solo mi sono calata il più possibile nell’atmosfera, ma più persone mi hanno confermato il valore delle informazioni storiche riportate da Balzano.
Non ho letto tutti i libri candidati al Premio Strega 2018, sicuramente però Resto qui aveva le carte in regola per vincere – ed infatti è arrivato finalista .,

Non vi lascio una colonna sonora – anche se forse consiglierei i campanacci delle mucche- , ma i link – qui e qui – di due video. Il primo è una carrellata silenziosa di foto di Curon prima, durante e dopo l’allagamento, il secondo un’interessante intervista dove Marco Balzano racconta la genesi del libro.

p.s. Pare che la diga non abbia portato i vantaggi economici sperati.
p.p.s. Mi fa sorridere che il campanile sia stato lasciato perchè risalente al XIV secolo e quindi sotto tutela storico-artistica. Non durerà in eterno immerso nell’acqua senza alcun tipo di protezione.

Come sempre vi ricordo che sono affiliata ad Amazon e, nel caso voleste acquistare il libro, potete seguire questo link. Voi non avrete alcuna maggiorazione, mentre io riceverò una piccola commissione. Potete eventualmente anche offrirmi un simbolico caffè attraverso ko-fi. Inutile dire che ogni provente da questi due siti verrà utilizzato per acquisti inerenti al blog.

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