“La Sirena e Mrs Hancock” di Imogen Hermes Gowar

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Partiremo da un’esclamazione quale OMMIODDIO QUESTA E’ LA COPERTINA PIU’ BELLA DELL’UNIVERSO MONDO! e proseguiremo con un sereno e pacato resoconto di quello che è un libro secondo me bellissimo.

Due righe veloci sulla trama così poi passiamo al nocciolo dell’articolo.
Ambientato nel 1785 a Londra, La sirena e Mrs Hancock racconta inizialmente due storie parallele: quella di Mr Hancock, mercante che vive nella nervosissima attesa del rientro delle sue navi e Angelica Neal, cortigiana di lusso appena tornata nel mondo degli affari dopo la morte del suo protettore [ imprevisti del mestiere ].
Il capitano della nave di Mr Hancock torna senza nave, senza carico e senza soldi, ma con una sirena… TA DAAAAAA !!

Bene, finita la sinossi inizio col dirvi che Imogen Hermes Gowar è un personaggio molto curioso. Per cominciare ha i capelli blu, ma nella classifica delle caratteristiche ciò che salta più all’occhio leggendo la sua opera prima [ ! ] sono gli studi di archeologia ed antropologia.
Vi garantisco che raramente mi sono calata in una ricostruzione storica tanto accurata. Io a volte sono un po’ distratta riguardo le ambientazioni, mi coinvolge più la trama e se questa sia ambientata oggi, ieri o domani, in una fitta foresta del futuro o in un deserto dell’anno mille mi intriga certo, ma secondariamente.
Imogen Hermes Gowar invece contringe e di ciò la ringrazio, a vivere la fine del XVIII secolo descrivendo vestiario, utensili, edifici e abitanti in modo encomiabile, dettagliatissimo seppur mai noioso.

L’unico appunto che sento di fare riguarda la lentezza dello sviluppo. A me non ha dato minimamente fastidio perchè, ripeto, l’ambientazione è magnifica, la scrittura anche, ma, seppure la trama proceda, è arduo capire dove vada a parare mentre, a poco meno di duecento pagine dalla fine [ n.b. il libro ne conta quattrocentottanta ] un’accelerata notevole porta al finale che, per fortuna, non è aperto.
La mia interpretazione è che Imogen Hermes Gowar abbia voluto servirsi della trama per dipingere un’affresco del periodo storico [ cosa che magari a qualche lettore potrebbe sembrare troppo esaustivo ]. A volte è proprio come essere in un documentario dove, tramite un filo conduttore, si coglie l’occasione per descrivere la società: il mondo delle cortigiane, dalla proprietaria di una casa di piacere all’ultima ragazza “salvata”, il terribile scenario della gogna [ o della ruota, non ricordo ], la ferocia della folla, gli status sociali, il mestiere del mercante, i pericoli per le strade, la dannazione dell’essere femmina, la futilità dell’apparenza…

Insomma, il consiglio che vi do è: lasciatevi prendere per mano, fatevi cullare da un’ambientazione affascinante e perfettamente resa. Non mancheranno i momenti drammatici, ma ce ne saranno anche molti comici. La storia ha una buona struttura, i personaggi sono molto ben caratterizzati e tutto vi farà sognare ad occhi aperti.

Sono davvero felicissima che Einaudi abbia tradotto questa perla che è stata finalista al Mslexia Competition per il primo romanzo, è entrata nella shortlist del Deborah Rogers Foundation Writers’ Award e è stata nel 2018 finalista del Women’s Prize for Fiction.
Leggerò qualsiasi altra cosa scriva Imogen Hermes Gowar perchè questo libro è stato un vero godimento.

Come colonna sonora accostate qualsiasi composizione di Mozart che al tempo della narrazione è nel pieno dell’attività. Io vi lascio qualche spunto qui, qui e qui [ questa in particolare è una scena tratta dal film su Mozart Amadeus di Forman, vale la pena anche solo per vedere la faccia scornacchiata di Salieri!!!].

Come sempre vi ricordo che sono affiliata ad Amazon e, nel caso voleste acquistare il libro, potete seguire questo link. Voi non avrete alcuna maggiorazione, mentre io riceverò una piccola commissione. Potete eventualmente anche offrirmi un simbolico caffè attraverso ko-fi. Inutile dire che ogni provente da questi due siti verrà utilizzato per acquisti inerenti al blog.


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